Winter camp 2025 – tempo per fermarsi, ascoltarsi, ripartire

Tempo di fermarsi.  Una casa isolata, immersa nella natura, senza campo e senza notifiche; 30 ragazzi e ragazze tra i 15 e 25 anni, insieme ad animatori e cuochi; una scelta controcorrente, quella di rallentare: il Winter Camp è stato davvero un tempo fuori dal tempo. Tre giorni lontani dal rumore del mondo per tornare ad ascoltare ciò che spesso resta in sottofondo: se stessi, gli altri, Dio.

Un’esperienza intensa e concreta, fatta di sorrisi e nuove amicizie, camminate in montagna per ammirare le meraviglie del creato, giochi di squadra, risate, silenzi, preghiera, parole profonde e domande scomode. Un luogo sicuro in cui potersi guardare dentro senza maschere, accompagnati da amici che, passo dopo passo, diventano famiglia. Questo è quello che abbiamo vissuto dal 28 al 30 dicembre al Winter Camp 2025 a Lenzumo.

Giovani in ricerca, con il desiderio di conoscersi di più, di capire come vivere la propria vita senza lasciarsi vivere, di chiudere l’anno insieme a Dio e affidargli quello nuovo, con tutto ciò che porta con sé: sogni, fatiche, desideri, domande ancora aperte.

Don Domenico, filo rosso del winter camp

In questo clima abbiamo affrontato diverse tematiche, anche grazie all’aiuto di relatori esterni — la giovane scrittrice Daphne Squarzoni, il biblista Gregorio Vivaldelli e il presidente di Via Pacis Ruggero Zanon — seguendo un unico filo conduttore: don Domenico Pincelli, cofondatore di Via Pacis, figura centrale del 2025, anno del centenario della sua nascita.

Un uomo di un’altra epoca, eppure sorprendentemente vicino ai giovani di oggi. Insieme ci siamo chiesti: che cosa direbbe oggi don Domenico ai giovani?

  • Non temere di sbagliare. E se sbagli, io sono con te.
    È emerso con forza il valore della scelta. Scegliere è faticoso, espone al rischio dell’errore, ma è infinitamente meglio che restare immobili. Non scegliere, infatti, significa spesso lasciare che siano altri a decidere per noi. Don Domenico invitava i giovani a non vivere paralizzati dalla paura del fallimento, perché l’errore non è la fine del cammino, ma parte del cammino stesso. La vita non è una strada già scritta, dove una porta sbagliata compromette tutto: è un percorso in continua evoluzione, che possiamo rendere bello imparando dai passi falsi e riscegliendo, sapendo che non siamo mai lasciati soli.
  • Ascoltati, prenditi tempo per guardarti dentro: solo così scoprirai dove batte davvero il tuo cuore.
    Per scegliere davvero, però, serve imparare a fermarsi. Prendersi tempo per ascoltarsi, per riconoscere ciò che ci abita dentro, anche quando è scomodo o confuso. Solo così possiamo scoprire dove batte davvero il nostro cuore, cosa ci muove, cosa desideriamo in profondità. Questo ascolto richiede silenzio, verità, il coraggio di guardarsi senza maschere. Ma è da lì che nasce una vita più autentica, in cui le scelte non sono fatte per compiacere qualcun altro, ma per rispondere a ciò che sentiamo davvero.
  • Trasforma la tua fragilità in un trampolino di lancio.
    I nostri limiti: non ostacoli da nascondere o debolezze da vergognarsi, ma punti di partenza. Accettare la propria fragilità non significa arrendersi, ma riconoscere la propria umanità. È proprio da lì che può nascere una forza nuova: quella di chi si conosce, si accoglie e per questo è capace di accogliere anche gli altri. I limiti diventano così spazio di crescita, occasione per maturare, per diventare persone più vere, più libere, più umane.
  • Sii forte nelle tue scelte, anche quando sei l’unico.
    Fare scelte autentiche non è sempre facile, soprattutto quando sembrano andare controcorrente. Eppure don Domenico invitava a non avere paura di restare fedeli a ciò che si riconosce come vero e buono, anche quando si è in pochi. “Siate il termosifone che scalda chi ha intorno”.
  • Voi giovani siete il presente.
    Vivete a pieno, scegliete di crescere e camminare insieme. Qui e ora. Chiamati a vivere pienamente la propria vita, a non lasciarsela scivolare addosso, a scegliere di crescere. Ma non da soli.
  • Non camminate da soli.
    Perchè camminare da soli è faticoso e più spaventoso. Don Domenico ci ricorda l’importanza di avere il coraggio di chiedere aiuto, di quanto sia prezioso poter camminare accanto a qualcuno più grande, un adulto che sappia fare l’adulto: che ci accompagni anche negli errori, che ci lasci sbagliare senza giudicarci, e che poi riparta con noi, sostenendoci e guidandoci senza mai imporre la sua strada. Un cammino condiviso anche con Dio, che rende le scelte un più chiare, i passi un po’ più sicuri, e trasforma la paura in coraggio.

Gratitudine, affidamento, ripartenza

Uno dei momenti più intensi è stato il “finto capodanno”, la sera del 29. Dopo esserci presi del tempo personale di riflessione per fare un recap dell’anno appena vissuto, abbiamo vissuto una cena “di ringraziamento”, in cui la gratitudine si è trasformata in una vera corrente di grazia.
Il desiderio era concludere l’anno con Dio, da qui l’idea di “festeggiare in anticipo il capodanno”. Così, l’ultima sera di Winter Camp, ci siamo fermati e abbiamo vissuto un momento potente: una preghiera di affidamento per consegnare a Dio l’anno passato e quello che verrà, con sogni, paure, desideri e domande. A Lui che non abbandona mai, che viene a cercarci per nome – come Gesù con Zaccheo – che cammina con noi anche quando ci sembra di non vederlo, e che, quando sbagliamo, non ci giudica ma ci dà la forza di ripartire.

Un’esperienza che continua

Il Winter Camp è stato un punto di partenza. Un tempo prezioso per chiudere l’anno insieme a Dio e aprire quello nuovo con maggiore consapevolezza, libertà e fiducia.

Come animatori, torniamo a casa grati: per i ragazzi che si sono messi in gioco, per le domande condivise, per la bellezza di vedere giovani che scelgono di non lasciarsi vivere, ma di camminare insieme, con coraggio.

E questo, ne siamo certi, è solo l’inizio. 

Una voce dal Winter Camp

«Ogni anno, prima di partire per il Winter Camp, sono piena di dubbi e paure. E ogni anno vengo sorpresa.  Qui si respira un clima di famiglia, di amore e di accoglienza che ti fa capire che molte delle paure con cui arrivi non sono reali.
Questo Winter Camp mi ha lasciato nel cuore tantissimo: le attività, il ringraziamento, il servizio vissuto insieme agli altri, la gioia di fare ogni cosa insieme, le risate, il Capodanno festeggiato in anticipo…un vero “weekend lungo” di grazia, per ciò che abbiamo ricevuto e per ciò che abbiamo potuto donare.

Quello che so è che non vedo l’ora di tornare al prossimo. So già che, quando si avvicinerà l’iscrizione, sarò di nuovo quella piena di paure, dubbi e timori. Ma so anche che dentro di me c’è una certezza: il Winter Camp è un piccolo cammino, l’inizio o la continuazione di un percorso che ogni anno ti aiuta a conoscere meglio la “vecchia te” e a scoprire la “nuova te”.

Perché in quei tre giorni cresci, ti conosci di più, incontri nuove persone e riscopri la bellezza e la gioia di stare con Dio e con gli altri senza maschere.»

Ragazzi, vi aspettiamo ai prossimi appuntamenti:
  • 07 febbraio:  Worship for Peace, Centro Via Pacis, ore 20:30
  • 25-26 aprile: Weekend giovani, Centro Via Pacis – a breve info e iscrizioni
  • 30 aprile-3 maggio: Comigi a Misano Adriatico, organizzato da Missio Giovani – a breve info e iscrizioni
  • 08-11 agosto: Summer Camp, San Giovanni – in primavera info e iscrizioni
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