Volti, parole, abbracci. La Preghiera Internazionale per la Pace 2026 si compone piano piano, come un mosaico di lingue, sentimenti, musica. Un mosaico che rivela, poco a poco, un Volto: Gesù, il Figlio, il fratello, la nostra Pace, Colui che abbatte i muri di separazione e crea, di tanti, una sola cosa.
Possibile? “In quest’ora della storia, dove le parole vengono bistrattate, dove la parola è diventata bugiarda e violenta, la preghiera di questa sera è un segno in controtendenza. Questa sera abbiamo dato spazio a storie e lingue diverse”, commenta l’Arcivescovo di Trento Lauro Tisi.
Un mosaico composto da tradizioni e Chiese diverse, stasera unite dal testo della lettera agli Efesini:
un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo, un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, fra tutti e in tutti,
proclamata nelle diverse lingue dal diacono cattolico Ettore, da Tom, leader di YWAM Trentino, dal Pastore evangelico Timm, da don Augustyn, greco-cattolico ucraino, da padre Traian della comunità ortodossa rumena.
I tasselli del mosaico si arricchiscono di chiaroscuro, supplica e lamento, grido e fiducia. Signore Gesù, sono arrabbiato, fortemente arrabbiato. Per Gaza che brucia, per un figlio che non parla, per uno Stato che fa finta di guardare mentre volta la faccia, per i diritti calpestati, per le porte chiuse a chi non sa bussare se non con gli occhi. Sono arrabbiato perché non so spiegare la speranza ai miei figli, perché il mondo non la mostra, perché le parole sono vuote e le mani spesso armate e perché c’è chi uccide convinto di avere ragione, e chi muore senza neanche sapere il motivo. E allora mi resti solo Tu, Gesù, piantato in mezzo all’odio come un “perché” che sembra senza risposta, ma so che sei tu la risposta. Tu che non ti stanchi di dirci: “Ama. Nonostante tutto.” Signore ti preghiamo donaci la speranza, donaci la pace.
La preghiera è insistente, perseverante: lingue sconosciute, dal suono armonioso e lontano, si mescolano con la musica e la danza di Via Pacis Choir.
Signore Gesù, Principe della Pace, guarda con misericordia il mondo ferito. Proteggi i cristiani perseguitati in ogni luogo e dona loro forza, speranza e fede incrollabile. Illumina i cuori di tutti gli uomini con amore, compassione e giustizia, affinché cessino l’odio e la violenza.
Mons. Lauro ci esorta: “Chiediamo perdono per tutte le volte che, come Chiese, abbiamo tradito il Maestro, ringraziamo per la pluralità delle tradizioni ecclesiali, che ci consegnano la bellezza della Parola, l’attitudine a contemplare nel silenzio, la concretezza di una vita che si fa pane e dono”.
L’abbraccio di pace che ci scambiamo, nella chiesa gremita, non è un rituale. È un segno concreto ed efficace, è un impegno a fare spazio nella nostra quotidianità alla pace e all’unità. E, “fatti voce di ogni creatura”, contempliamo nel canto quel Volto che assume in sé tutti i volti, tutte le storie, tutte le lacrime e tutte le speranze: “I can see Jesus, high and exalted. My eyes are fixed upon His face, it shines like the sun”. I nostri occhi ti contemplano, Agnello immolato e vittorioso, Principe della pace. Oggi è il tempo di ricominciare, tempo di perdono, nella verità.
















