La preghiera è sempre efficace, risana sempre. È mettersi in rapporto con Dio in modo naturale, umile, con parole semplici. “Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate”. (Mt 6,7-8)
La preghiera agisce sempre: o cambia la situazione o cambia la persona in quella situazione o fa tutte due le cose. La preghiera è una potenza di fuoco, ma la potenza viene da Dio, non da chi prega e il medico e la medicina è Gesù. Pregare non è sempre facile, è un’attività che richiede determinazione, costanza, fatica. Gli elementi indispensabili quando si prega per la guarigione sono: la fede, e l’amore verso la persona per la quale si prega. Fede nella forza guaritrice di Dio e non nella propria fede o capacità personali. E la fede cresce esercitandola, pregando per sé stessi o per gli altri, credendo nella sua potenza risanatrice.
La stessa cosa vale per l’amore: non è sempre un amore sensibile che dobbiamo “tirar fuori” da noi stessi, ma è attingere all’amore stesso di Dio verso l’ammalato. Si diventa canali dell’azione risanatrice di Dio.
Nel pregare per la guarigione è molto utile attingere dalla Parola di Dio. Si può fare riferimento ai salmi dove si trovano una grande quantità e varietà di preghiere. La Parola di Dio dice “per le sue piaghe noi siamo stati guariti” (Is 53,5), quindi la croce diventa la potenza di Dio, il nome di Gesù diventa parola di guarigione e liberazione, certezza per ottenere quanto si chiede “…qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò” (Gv 14,13) e la fede diventa speranza.
Un altro elemento importante: nella preghiera l’aspetto comunitario è fondamentale in quanto si diventa forza e sostegno gli uni degli altri “Pregate gli uni gli altri per essere guariti” (Gc 5,16).
da La potenza della preghiera di Paolo Maino, ed Amen 2020
