“…non pensiate di sapere già tutto sul vostro carisma, perché il Signore usa la legge della gradualità: oggi state scoprendo delle cose che non vi immaginavate qualche anno fa e le generazioni future saranno meravigliate di scorgere qualcosa che voi, oggi, non avete ancora conosciuto… Lo Spirito Santo vi riserva ancora molte scoperte e sorprese, perché il carisma è sempre in evoluzione”. Così esortava Via Pacis il cardinale Rilko, nel 30° di fondazione dell’Associazione.
Il carisma non è una sfera, perfetta, conoscibile in tutti i suoi punti, ma un poliedro, che presenta tante facce (cfr EG 236). La tentazione è quella di voler conoscere, possedere, tutte le facce di questo poliedro, ma non è possibile, perché queste facce siamo noi, sono i nostri volti, le nostre storie, le nostre vite. Tutto contribuisce alla ricchezza del carisma, perché “A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito…” (1Cor 12,7), e questa manifestazione particolare, questa diversità, è “…per il bene comune” (id.).
Noi tutti tendiamo a cercare punti fermi, certezze, per mantenere il controllo della situazione, perché l’incertezza ci dà ansia, ma i punti fermi sono un idolo: qualcosa che serve a me, ma che finisco per servire; qualcosa fatto a mia immagine e somiglianza, che prende il posto di Dio. Quando cominciamo a dire “questo sì che è Via Pacis, e questo no”, stiamo cadendo nella trappola della contrapposizione, che è l’opposto del nostro carisma, che vive della continua ricerca di rapporti riconciliati.
Nella contrapposizione noi vogliamo vincere in nome della verità, ma la verità è che vince la divisione, e perdiamo tutti. Nella riconciliazione siamo, invece, chiamati a perdere – la nostra vita, le nostre ragioni – perché a vincere sia la relazione.
La contrapposizione ci fa credere che stiamo combattendo la “buona battaglia”, e ci fa vedere nemici da ogni parte, soprattutto tra i fratelli. La contrapposizione ci convince che la mia prospettiva è quella vera e si nutre di maldicenza e giudizio. Nella contrapposizione cercherò alleati che confermino le mie idee, ed eviterò, invece, chi la pensa diversamente. La contrapposizione evita il dialogo e, anche quando si confronta, rimane ferma nella sua posizione. La contrapposizione crea immobilismo, sacrifica tutto in nome della verità, mettendo da parte la carità, e semina distruzione.
La via della riconciliazione, della continua ricerca dell’unità, è più lenta, più macchinosa: richiede dialogo, confronto, apertura, perché mira a valorizzare l’apporto di tutti, arrivando a una sintesi che non è l’idea di uno che prevale su quella degli altri, ma il risultato di un percorso comune.
di Ruggero Zanon
