I sacramenti nella vita

Camminare in Via Pacis ci chiede di vivere meglio i Sacramenti, superando l’abitudine e il ritualismo, e collegandoli alla vita, perché il sacramento – rendiamocene conto- è già “la vita del mondo che verrà”.

Allora, diciamo a noi stessi che l’Eucaristia non è solo “mangiare Gesù”. La Confessione non è solo dire i peccati al prete. Il Battesimo non è un rito di benedizione per bambini e una festa con i parenti.

La Confessione lungo i secoli è stata condensata e confinata nella penombra di un luogo riservato, dove è possibile dire a un sacerdote i nostri peccati. Ma si riduce solo a quel momento? La confessione ci regala un’esperienza di salvezza e di eternità, è un rinascere, un risanare le radici della nostra vita, e questo è un’opera, è un dono dello Spirito Santo… ma la vita fuori ne risente?

L’Eucarestia. San Paolo rimproverava quei cristiani che celebravano l’Eucarestia in mezzo a gravi divisioni tra loro. È il dramma di considerare l’Eucaristia un rito o un dovere, perché è come mettere uno schermo sugli occhi! Ecco perché Giovanni preferisce ricordare la lavanda dei piedi come Eucaristia; è un modo per dire alle comunità cristiane che è fuorviante celebrare la messa se questa non porta a chinarci sugli altri e a diventare noi stessi Eucaristia (cioè, dono da donare con gratitudine).

E il Battesimo? il segno del Battesimo esprimeva il desiderio di effettuare un cambio di traiettoria.
I primi cristiani si immergevano consapevolmente nel fonte battesimale; abbandonavano una vita solo biologica destinata alla morte, e rinascevano abbracciandone una eterna, quella di Cristo. Scendevano alcuni gradini per “annegare” nell’acqua, per poi uscire dalla parte opposta della vasca, incamminandosi in una vita nuova. Il simbolo era perfetto: si entrava in una sorta di tomba, dove però non avveniva una morte, ma l’unione con Cristo e con il suo mistero Pasquale. Mediante l’azione invisibile dello Spirito Santo la tomba si trasformava così in un grembo da cui si usciva, non prima di aver ricevuto il dono di una nuova esistenza, lasciandosi definitivamente alle spalle il mistero della morte. Nessun cambiamento magico, però. Lo Spirito Santo, lo stesso che aveva abitato il corpo di Cristo, si posa su uomini e donne illuminati dalla parola del Vangelo, facendoli diventare nuove creature libere e felici, purificate e infiammate dall’amore. Vuoi vivere il tuo battesimo?

 

Tiziano Civettini

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