Elisa Parisi e Alice De Franco, due amiche diciannovenni, hanno trascorso un mese dell’estate post esami di maturità nelle Filippine, nelle missioni delle Suore Ancelle Missionarie del Santissimo Sacramento in cui Via Pacis è presente da ormai 30 anni con progetti vari di solidarietà.
Un mese di incontri, racconti, domande per conoscere meglio la realtà, lavoro, esperienze che toccano il cuore…che le ragazze hanno condiviso al Centro Internazionale Via Pacis di Arco lo scorso 18 settembre durante la serata “Una voce dalle Filippine”. Non è stato semplicemente il racconto di un viaggio. Elisa ed Alice ci hanno portato a uscire dall’idea un po’ romantica e stereotipata della “missione nel Terzo mondo”, illustrandoci prima di tutto la situazione socio-politico-economica delle Filippine, chiamando per nome le cause delle profonde ingiustizie che penalizzano la popolazione di questo vasto arcipelago.
Le Filippine sono un Paese giovane e dinamico, con un’economia in crescita, ma questa crescita non raggiunge tutti allo stesso modo: povertà e forti disuguaglianze restano visibili soprattutto nelle aree rurali e nelle periferie urbane. Sul piano politico, dopo decenni di corruzione e clientelismo il Paese dispone ora di istituzioni democratiche, ma deve ancora rafforzare trasparenza, fiducia pubblica e qualità dei servizi. Anche l’accesso alla sanità e all’istruzione varia molto in base al reddito e al luogo in cui si vive: per molte famiglie, curarsi o garantire ai figli un percorso scolastico continuativo rimane difficile, se non impossibile. A queste fragilità si aggiunge l’esposizione a tifoni, alluvioni e altri eventi climatici estremi, che possono distruggere case, interrompere le lezioni e aggravare situazioni già precarie. È una spirale in cui povertà, servizi scolastici e sanitari insufficienti e calamità si alimentano a vicenda.
L’intuizione di Paolo ed Eliana Maino, fondatori di Via Pacis, che 30 anni fa hanno incontrato suor Rosanna Favero nell’isola di Mindoro, ha aperto uno spiraglio capace di spezzare quel circolo vizioso: l’istruzione, la formazione, è ciò che salva. Nel lontano 1992 sono così nate le Adozioni a distanza, un progetto con il quale ai bambini viene assicurata la possibilità di andare a scuola e alle loro famiglie una vita dignitosa.
Dalle storie di quei primi 20 bambini che Paolo ed Eliana hanno portato in Italia, da cui tutto è partito, sono ormai migliaia le vite strappate alla miseria, al lavoro precoce, allo sfruttamento. Istruzione e formazione che, a cascata, hanno coinvolto sempre più giovani che, a loro volta, mettono le loro competenze professionali al servizio della gente del loro Paese.
“Mi ha colpito tanto come dal desiderio di due persone di fare qualcosa, tutto questo è iniziato e migliaia di bambini, di vite, sono state cambiate. Il tutto partito da due persone…” racconta Alice con emozione.
Le ragazze hanno poi raccontato con entusiasmo dei vari progetti di sviluppo sostenuti da Via Pacis che loro hanno potuto conoscere di più nel loro tempo nelle Filippine, mettendo le mani in pasta, collaborando con suore e volontari che si prendono cura di queste iniziative ogni giorno: progetti per favorire la ripartenza economica di una famiglia (Il nostro lavoro è cibo; Un nuovo inizio: allevamento di polli; Ago e filo: dignità e riscatto …), accoglienza e cura verso bambine e ragazze abusate (Angels’ Home), una mensa itinerante che fornisce ogni giorno circa 700 pasti per combattere la malnutrizione e dà lavoro a donne, e molto molto altro.
“Dopo aver preparato i pasti, li abbiamo portati nelle scuole dei villaggi… pioveva ed era difficile raggiungere la scuola e pensavamo non sarebbero venuti e avremmo dovuto riportare a casa tanto cibo. E invece abbiamo scoperto che praticamente questi bambini sanno che lì hanno un pasto caldo e quindi fanno di tutto, anche con pioggia che blocca la strada, per arrivare a scuola!
Per loro è un grandissimo incentivo, un grandissimo stimolo, quello di sapere che a scuola troveranno il pranzo, perché non tutti i bambini hanno l’opportunità di mangiare regolarmente, alcuni addirittura non riescono ad avere la colazione, è una festa per loro… Ed è la stessa festa che ci ha accolto non appena abbiamo marcato il cancello di questa scuola con i pasti da distribuire” racconta Elisa.
Al termine della serata, il professor Rizzardi del Liceo Maffei di Riva del Garda, dove le due ragazze hanno concluso il loro percorso di studi, ha sottolineato come solo la formazione possa fornire consapevolezza e spirito critico, per permettere a un popolo di prendere in mano il proprio futuro.
Alice ed Elisa non si sono fermate qui: la loro esperienza sta coinvolgendo la scuola da cui provengono e potrà avere altre ricadute e altri coinvolgimenti. A noi che abbiamo partecipato alla serata è rimasta la carica di speranza e
la certezza che anche il piccolo contributo di un’adozione a distanza, 30 euro al mese, fa la differenza, cambia la storia, apre a un futuro più umano.
Così Matteo Raffaelli, che da molti anni ha attivato delle adozioni a distanza, ha commentato la serata: “Bravissime ragazze, ottima presentazione esaustiva e appassionante con cui ci avete illuminato su aspetti non sempre troppo chiari, e grande l’entusiasmo e la passione che avete trasmesso, la vostra energia è fondamentale per dare fuoco alla passione e alla solidarietà e smuovere le coscienze”.












