Summer Camp, il momento giusto

Perché scegliere di andare al Summer Camp per tre giorni a 21 anni?

C’è chi doveva lavorare, chi studiare, chi avrebbe potuto semplicemente godersi quei pochi giorni di ferie in pieno agosto. Non so perché gli altri abbiano scelto di venire, così come non so perché qualcuno abbia scelto di non farlo. So solo perché continuo a scegliere io, ogni anno, di esserci: perché ormai è famiglia.

Con il tempo le persone cambiano. Gli impegni aumentano, diventa sempre più difficile riuscire a incastrare tutto e non sempre ci ritroviamo gli stessi. Eppure, ogni anno, incontro qualcuno di nuovo, qualcuno di speciale, e mi accorgo sempre di più che forse nessuno arriva lì per caso.

Il Summer, per me, è uno di quei posti in cui puoi staccare la testa, ma non il cuore.

Per tre giorni non devi preoccuparti di organizzare nulla: è già tutto pronto, devi solo esserci e lasciarti guidare dalle attività, dagli incontri e dalle persone. E proprio quando smetti di pensare a tutto il resto, inizi ad ascoltare davvero quello che hai dentro.

Magari stai vivendo un periodo bellissimo e senti soltanto il bisogno di ringraziare Dio per quello che hai e per la persona che stai diventando. Oppure stai attraversando un momento più complicato e senti di avere tante domande, paure o problemi da affidargli.

Quest’anno, per me, il Summer è arrivato in un momento particolare. Non sono triste, non sono insoddisfatta della mia vita o di me stessa. Ho semplicemente paura di scegliere.

Tra poco dovrò scegliere la magistrale e, per la prima volta, sento davvero il peso di una scelta che riguarda il mio futuro. Non so ancora quale strada prendere e ho paura di sbagliare. So bene che una scelta universitaria non definirà la persona che sono, ma inevitabilmente influenzerà una parte della persona che diventerò e della vita che costruirò.

E, quasi come se fosse stato pensato apposta per me, il tema di quest’anno era proprio il discernimento. Non c’è stato un insegnamento, una testimonianza, una chiacchierata o un momento di silenzio che non mi abbia lasciato qualcosa. Ogni parola sembrava arrivare nel momento giusto. Ogni incontro mi ha aiutata a guardare quello che sto vivendo da una prospettiva diversa.

Dopo questi tre giorni non so ancora quale magistrale sceglierò. Ma non era questo quello che dovevo portarmi a casa. Non ho trovato improvvisamente tutte le risposte, ma ho capito qualcosa in più su come cercarle. Ho una consapevolezza diversa, una fiducia diversa e, soprattutto, un modo nuovo di guardare alla scelta che mi aspetta.

Sono partita per questo Summer con le stesse aspettative degli altri anni, pensando di ritrovare persone a cui voglio bene, divertirmi, staccare un po’ dalla quotidianità e vivere qualche giorno insieme. Non avrei mai immaginato, invece, che Dio avesse preparato per me tre giorni così perfetti per il momento esatto della vita che sto attraversando.

E forse è proprio per questo che continuo a tornare. Perché ogni anno parto pensando di sapere cosa troverò e ogni anno torno a casa con qualcosa che non sapevo di aver bisogno di ricevere.

Grazie, Signore. E grazie a tutti gli animatori che, ogni anno, scelgono di dedicare tempo, energie e cuore a tutto questo. Grazie per esserci e per metterci, ogni volta, lo spirito giusto. ❤️

 

Chiara

Previous Post
Le vacanze di Dio
Next Post
Schegge dal Via Pacis Camp