Fede e azione

Vorrei citare un modo di dire sudamericano: “In tempo di crisi, si sa chi è chi?”. Questo si applica molto bene anche a Via Pacis: in tempo di crisi a causa del Covid 19, chi siamo? e come possiamo rispondere con il nostro carisma a questa situazione che viviamo come umanità intera? Forse, a volte, osserviamo come telespettatori distratti notizie che ci arrivano da diverse parti del mondo, su tragedie che vivono diversi Paesi; ma ora no, il tema riguarda tutti.

Per le Comunità Via Pacis in America Latina, il vissuto della pandemia si è rivelato una grande opportunità di mettere alla prova la nostra fede, di purificarla e rinforzarla, di testimoniare alla luce del carisma, in ogni situazione della nostra vita, il primato di Dio e del suo Regno. Cerchiamo di camminare secondo lo Spirito nelle difficili circostanze di questi giorni, nella Parola di Dio, nella preghiera personale e comunitaria, attraverso i mezzi virtuali, che ci hanno spinto a fortificare la fraternità e a realizzare azioni concrete di solidarietà.

In questi giorni di isolamento sociale, abbiamo potuto sperimentare l’azione di un Dio presente ed operante in mezzo ai nostri vissuti. Mi ha commosso la fede grande e semplice di molti dei miei fratelli di Comunità che, invece di unirsi alle molte voci di chi si chiede quale sia il ruolo di Dio davanti al male e alla sofferenza, hanno scelto di dare gloria a Dio che diventa presente in ogni gesto di solidarietà, nella preoccupazione per il fratello in solitudine o a rischio di contagio. In questo modo hanno mostrato un Dio presente, un Dio di speranza, di fronte a tanti messaggi angosciosi e apocalittici, che facevano cadere la gente nello scoraggiamento e nel panico. Ci rendiamo conto di come una chiamata telefonica, un gesto, un’attenzione speciale ai fratelli che vivono vicino alle nostre comunità o alle nostre famiglie, hanno segnato la differenza tra cadere in tristezza, angoscia e depressione, o aprirsi ad un sguardo più sereno.

Il nostro carisma ci invita a fare della nostra quotidianità il territorio di missione, vivendo il perdono permanente come stile di vita. Ci ha permesso di vivere la quarantena in un ambiente di maggiore concordia ed armonia, nella creatività di re-inventarci le routine familiari, quando la convivenza non diventa facile ed aumentano in modo allarmante gli indici di violenza domestica. Sono molte le esperienze di fratelli che durante questi giorni, con le loro famiglie, tentano di essere i primi ad amare, a vivere nella gioia, a curare le relazioni come una missione concreta, esercitandosi nell’amore reciproco, vivendo la lode e la gratitudine in ogni dettaglio, amando ed aiutando a trasformare diverse forme di povertà e sofferenza in pace interiore.

Ma la pandemia è stata, soprattutto, una chiamata all’azione, una chiamata alla carità, seguendo le indicazioni degli organismi di salute pubblica. Sottolineo l’importanza di questa forma di carità, perché una costante, in molte delle nostre città, è stato il disordine e la disubbidienza, volendo rendere invisibile il problema o sottrargli importanza. Ed è così che il Covid 19, tra le molte fragilità e mancanze che ha manifestato, ha fatto riemergere la grave problematica sociale, di disuguaglianza, di marginalità, di non accesso alla salute ed ai servizi basilari che affligge milioni di fratelli latinoamericani. L’invito “rimanete in casa” delle campagne istituzionali, per diminuire il contagio, si trasforma in un vero calvario per chi vive nella precarietà vendendo le sue povere merci per strada, perché questo corrisponde a una grave crisi alimentare all’interno delle case.

Sensibili al grido del povero, che diventa più forte in questo tempo di pandemia, e grazie alla generosità di tanti fratelli Via Pacis in Italia ed America latina, stiamo portando alimenti e medicine a molte famiglie di Colombia ed Ecuador, facendo sperimentare l’amore di Dio che ha cura di ognuno dei suoi figli. Siamo stati separati fisicamente, ma ci troviamo più connessi tra noi, e ci domandiamo: che cosa vuoi e speri da noi, Signore, per questa nuova tappa dell’umanità?

 

Dalla Rivista Sulla Via della Pace n°59
rubrica Testimonianze

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