C’è un tempo per ricordare, c’è un tempo per imparare…
C’è un tempo per vivere, c’è un tempo per sognare…
C’è un tempo per costruire…
Il Convegno Missionario Giovanile organizzato da Missio, quest’anno a Misano Adriatico dal 30 aprile al 3 maggio, ha accompagnato 300 giovani all’interno del brano del Qoelet (3,1-11) attraverso quattro giornate così intitolate, per vivere insieme il titolo “OGNI TEMPO È MISSIONE”.
Sorrisi, occhi pieni di bene, testimonianze che arrivano dritte al cuore, lectio, laboratori, preghiera, condivisione e aperitivi missionari… è difficile racchiudere in poche parole ciò che è stato il CoMiGi 2026.
Mi ha colpito quanti fossimo, giovani da tutta Italia che hanno deciso di ritrovarsi per questo convegno. Persone con gli stessi valori che hanno un desiderio di Pace per il mondo e si impegnano, ognuno nella sua modalità e realtà, per fare il bene. Questa consapevolezza mi riempie di forza e coraggio!”
racconta E., alla sua prima esperienza di CoMiGi. Ed è proprio così che ci siamo sentiti tutti noi 16 partiti dal Trentino, un gruppo composto da giovani di Via Pacis, del Centro Missionario Diocesano e di C’è Campo Odv.
Ma in questi giorni la “ricarica” non è stata solo dalle relazioni: anche pane per lo spirito, per la mente e per il cuore. I vari relatori ci hanno donato riflessioni profonde per la nostra vita sul senso del tempo, sottolineando la differenza tra CHRONOS, il tempo materiale/cronologico, e KAIROS, quello spazio da abitare, quel momento opportuno, quell’occasione di incontro con te stesso, con l’altro, con l’Alto, il tempo non scandito dalle lancette ma dalla pienezza di senso.
E allora torniamo a casa profondamente consapevoli di ciò che ha detto Alex Zappalà a conclusione della sua relazione:
“Non abbiate paura di dire sì e di donarvi: la vita è una, donatela!”
Elena Bonometti
Dicono del CoMiGi…
È stata un’esperienza formativa per il mio futuro e ho visto che non sono l’unica a desiderare questo stile di vita, di spendermi per gli altri, e che è possibile farlo! Un conto è fare volontariato e un conto è essere missionario…
Il coraggio di donarsi. Questo invito risuona profondamente nel mio cuore.
Gli apertivi missionari sono stati il momento che mi ha colpito di più. Abbiamo ascoltato testimonianze di vita profonde, totalizzanti. Esperienze di cui non si sente parlare spesso (la realtà nelle carceri in Africa, la disabilità, la tratta degli esseri umani…)
L’arte di saper perdere tempo in modo sensato permette l’incontro con la creatività, per generare relazione. Tempo vuoto = spazio di incontro.
Ci hanno detto un proverbio africano: “Chi semina datteri, non mangia datteri” e che “noi siamo una generazione martire”. Mi ha fatto riflettere molto, perché è proprio vero che noi non vedremo i frutti di ciò che stiamo facendo, li vedranno i nostri nipoti forse, ma nonostante questo siamo chiamati a non mollare, ad andare avanti anche se non vediamo i frutti, a fidarci.
Ogni persona che ha aperto il suo cuore ci ha condiviso un’esperienza di vita vissuta nel dono. Mi ha colpito anche che abbiano deciso di essere lì con noi, per condividerci la loro vita.
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