Youth ParticipatiON: cosa significa permettere a un giovane di partecipare?

ParticipatiON: è tempo di “accendere” (turn on) la partecipazione!

Questo il titolo del training course internazionale finanziato dal programma Erasmus+ e ospitato a Peñaranda de Bracamonte, in Spagna, a cui ho partecipato dall’11 al 16 maggio.

Sono state giornate di formazione e riflessione, insieme a giovani educatori e volontari provenienti da tutta Europa, approfondendo un tema che sembra semplice ma non lo è affatto: cosa significa davvero permettere a un bambino, a un ragazzo, a un giovane di partecipare?

Non si tratta solo di organizzare attività o di tenere i ragazzi occupati. Partecipare, nel senso più pieno della parola, significa essere visti, ascoltati, coinvolti nelle decisioni che riguardano la propria vita. Significa avere uno spazio in cui si è liberi di sbagliare, di proporre, di essere se stessi senza etichette.

È qualcosa che si costruisce con attenzione, con competenza, con una presenza adulta che sa farsi da parte nel momento giusto per lasciarti crescere, e restare nel momento in cui serve.

Non sono concetti nuovi, perché da ormai 15 anni sono volontaria in Via Pacis nelle attività legate ai giovani, ma è stato molto interessante guardare in profondità alla tematica. Il corso mi ha lasciato informazioni tecniche (dalla “scala della partecipazione” elaborata per UNICEF, che descrive i diversi livelli di coinvolgimento reale dei giovani, alle varie definizioni di Youth Participation secondo ONU, Erasmus+, Unicef..) e soprattutto strumenti e metodologie preziose da riportare nella realtà in cui vivo. Ciò che mi ha colpita di più, tuttavia, è stata una consapevolezza che già sentivo dentro e che in quei giorni ha trovato conferma: occuparsi di bambini, ragazzi, giovani, richiede formazione, responsabilità e un cuore aperto e accogliente.

Questo è esattamente quello che Via Pacis cerca di fare: nel percorso di formazione degli animatori, in ogni campeggio estivo, in ogni pomeriggio trascorso insieme, in ogni attività pensata per una specifica fascia di età…

Gli animatori che accompagnano bambini, ragazzi e giovani, infatti, non sono figure improvvisate: sono persone che hanno fatto – e continuano a fare – un percorso di crescita personale e spirituale. Molti di loro hanno conosciuto via Pacis da piccoli, come partecipanti ai campeggi estivi. Qualcuno ha trovato qui, da adolescente, un posto dove sentirsi a casa. Ci accomuna l’aver tutti scelto di restituire quello che abbiamo ricevuto, e tutti raccontiamo la stessa cosa:

alla fine, donarsi agli altri ti riempie più di quanto tu possa dare.

Quello che cerchiamo di offrire – al Via Pacis Camp per bambini e ragazzi delle elementari e medie, al Summer o Winter Camp per i più grandi – è uno spazio dove ognuno possa sentirsi davvero accolto: non giudicato, non etichettato, libero di essere se stesso e scoprendo il valore che ognuno di noi ha.

Tutto ciò che ho imparato a Peñaranda – gli strumenti per rendere uno spazio davvero accessibile e inclusivo, i metodi per abbattere le barriere alla partecipazione, la checklist per valutare se un’attività è davvero pensata per tutti ecc. – lo porterò con me nei prossimi mesi, nella preparazione animatori, nei momenti con i bambini, i ragazzi e i giovani… Perché la formazione non finisce mai, e ogni competenza in più è un servizio migliore a chi ci è affidato.

E a proposito di estate: le iscrizioni alle attività estive 2026 stanno per chiudersi!

Dai un’occhiata a:

Ti aspettiamo!

 

Elena Bonometti

Previous Post
C’è un tempo per… – COMIGI 2026
Next Post
La logica inversa – Missioni e incontro…