Cantare la Pace, vivere l’ecumenismo

Cantare a un concerto come quello vissuto sabato a Merano non è stato semplicemente partecipare a un evento musicale. È stato, per me, vivere concretamente l’ecumenismo, diventare un piccolo ponte di unità e pace tra cattolici ed evangelici. Una preghiera profonda!

Canto nella Via Pacis W.A.Y. And Choir da tanti anni, e in questo percorso ho sperimentato più volte quanto la musica possa unire. Ma far parte di questo evento ha reso tutto ancora più visibile e concreto: l’ecumenismo non era solo una parola o un desiderio, ma una realtà vissuta insieme, attraverso le persone, le voci, la preghiera e la musica.

Vedere il pastore e il sacerdote vicini durante il concerto e nei loro piccoli interventi, insieme e con gli abiti della celebrazione, ha reso ancora più evidente questa unità nella festa. Due cammini diversi, due tradizioni che si incontrano e si riconoscono, non per cancellare le proprie differenze, ma per camminare insieme verso ciò che ci unisce… Verso Dio.

E in questo incontro, la musica e il canto hanno avuto un ruolo speciale. Sono strumenti capaci di trasmettere la Pace di Dio in un modo semplice e profondo: attraverso le note e le parole possono far vedere e sentire l’unità, il rispetto, l’amicizia e la gioia di stare insieme.

Quella sera ho sentito ancora una volta che cantare non significa soltanto usare la propria voce. Significa metterla a servizio di qualcosa di più grande, metterla a servizio di Dio.

E quando tante voci diverse si uniscono, possono diventare una sola voce: una voce di pace, di speranza e di fraternità.

Forse è stato proprio questo il senso più bello dell’ecumenismo in questo concerto: non cantare tutti la stessa nota, ma imparare a costruire insieme un’unica armonia.

Ilaria Marisa

Previous Post
Ascolto, discernimento e guarigione interiore: la nostra missione nella comunità