Summer Camp: finché c’è vita, c’è speranza

Spes non confundit, la Speranza non confonde, ha affermato papa Francesco intitolando così la bolla di indizione dell’anno giubilare. Ma ne siamo proprio sicuri?

È da questa domanda che siamo partiti per riflettere insieme nelle giornate di Summer Camp per i giovani, a Coredo, in Val di Non, dal 17 al 20 agosto 2025.

Troppo spesso, nel nostro piccolo e nel mondo, prevalgono le voci di grandi insuccessi, di delusioni e tragedie. Insomma, è più facile essere “di-sperati. Eppure, noi possiamo andare controcorrente.

Ma da dove nasce la speranza?

Nasce dal desiderio di felicità e di pienezza, di realizzare la nostra vita secondo quella scintilla unica che ognuno sente battere dentro di sé.

E la vita è un divenire continuo, un conoscersi e scoprire cosa desideriamo fare: è la possibilità di realizzarsi. I latini infatti affermavano che spes ultima dea, da noi tradotto con “la speranza è l’ultima a morire”. È già! Essa è la prima e anche l’ultima possibilità di diventare se stessi:

finché c’è vita c’è speranza”, ma anche “finché c’è speranza c’è vita!”.

Con i ragazzi abbiamo capito che la speranza è apertura al futuro, è apertura verso qualcosa di bello, che sta per arrivare: quel vuoto, quello spazio nel profondo del cuore che non è ancora riempito, potrà essere riempito da soddisfazione e gioia!

Eppure quante volte ci sembra di lottare contro l’ignoto, fallimenti e problemi che infrangono la nostra speranza. Come non essere confusi da tutto questo? La Speranza è aperta con fiducia al futuro incerto e imprevedibile, nella fiducia che in questo futuro riusciremo a dare senso e felicità al nostro cuore. Tutto ciò grazie all’amore!

Perché in fondo, che cosa sazia-riempie il nostro cuore se non l’amore donato e ricevuto?! Certamente, la sofferenza e le difficoltà ci accompagneranno nella vita, ma niente potrà mai separarci dall’amore di Cristo (cf. Rm 835-39). E Timoteo infatti afferma che è Gesù Cristo la nostra speranza (cf. 1 Tm1,1).

La speranza non confonde perché non ci illude che la vita andrà come vorremo noi, ma ci conferma che, se lo vorremo, sarà vissuta pienamente nell’amore, perché lo Spirito Santo, che è l’Amore del Padre, rimarrà sempre con noi.

Ma la domanda di fondo resta: come vivere questa speranza nell’Amore nonostante le tante contraddizioni della vita?

Papa Francesco ci ricorda come dobbiamo essere molto realisti, proprio come San Paolo lo è stato: egli «Sa che la vita è fatta di gioie e di dolori, che l’amore viene messo alla prova quando aumentano le difficoltà e la speranza sembra crollare davanti alla sofferenza. Eppure scrive: “Ci vantiamo anche nelle tribolazioni, sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza” (Rm 5,3-4). » (cfr bolla indizione, 4). La speranza quindi cresce, e va coltivata.

In questi giorni di Summer Camp, percorrendo un viaggio dentro di noi, abbiamo capito che davvero la Speranza non delude, perché i nostri nomi sono già scritti nei cieli e nulla potrà allontanarci dalla possibilità di vivere la nostra vita nella pienezza dell’amore, qualunque cosa ci succeda.

Con più coraggio di prima corriamo a prenderci un futuro pieno di vita e per lasciare con gioia il nostro segno indelebile nella storia.

Tommaso Fambri

Il Summer Camp, ritrovo annuale estivo per i giovani dai 14 ai 25 anni, è un momento per fermarsi, guardarsi dentro, conoscersi, ascoltarsi e ascoltare la voce di Dio… Ecco alcune cose che ci hanno detto i partecipanti al termine dell’esperienza:

“Sono stati giorni intensi, pieni di incontri, sorrisi, condivisione e spiritualità, immersi nella bellezza della natura trentina. È stato bello essere di nuovo “animati”: lasciarsi guidare, farsi coinvolgere, sentire l’energia e la passione di chi ha preparato tutto con cura. Ogni attività, ogni momento era pensato per farci vivere qualcosa di autentico e profondo.

Quello che mi colpisce ogni volta è l’atmosfera di vera amicizia che si crea fin da subito: ci si sente accolti, ascoltati, parte di qualcosa di bello. Anche i giochi sono pensati per farci vivere lo spirito di squadra e una sana competizione, dove nessuno resta indietro e ognuno può dare il meglio di sé.

Ogni giornata è stata un’occasione per crescere insieme, riscoprire valori profondi e vivere momenti autentici di fraternità.

Tra laboratori, preghiera, risate e serate in compagnia, ho sperimentato davvero cosa significa “camminare insieme” nella pace. Porto a casa nuovi ricordi, nuovi stimoli e una grande gratitudine. Grazie a chi ha reso possibile tutto questo!”

C. 20 anni

“Ogni anno il Summer Camp è un momento fondamentale nel mio percorso di fede: è il tempo per fermarmi, guardare all’anno passato, interrogarmi sulla mia vita, ma soprattutto è il tempo per ascoltare ciò che Dio sta sussurrando al mio cuore, il momento per “ricaricare le batterie”, e per riscoprire ogni volta che il tempo donato per gli altri si trasforma in grande crescita personale e in cuore ricolmo di amore e gioia.”

E. animatrice

“Ho capito che SPERANZA significa aprire le porte del cuore al Signore, tutte le porte. Soprattutto quelle nascoste, sigillate e protette, dietro cui cerchiamo di sopprimere i nostri difetti e le nostre imperfezioni. Speranza significa aprire queste porte e lasciare entrare la luce del Signore, senza vergogna, avendo fiducia che, col Suo aiuto, possiamo illuminare queste ombre del cuore.”

G. 23 anni

“Sono riuscito a fermarmi, a prendermi il tempo per riflettere. E ho capito che in questo periodo non lo stavo più facendo, preso dalle tante cose da fare. Certo, ragionavo sulle scelte da prendere, ma non riflettevo. Ho capito che per me è importantissimo riprendere questa abitudine che prima era parte della mia quotidianità: fermarmi e riflettere sulla mia vita insieme a Dio.”

M. 19 anni

“Un’esperienza indimenticabile di amicizia e fede, dove con Via Pacis abbiamo camminato insieme verso Dio, tra sorrisi, condivisione e nuovi legami che scaldano il cuore. Sono stati solo quattro giorni, ma molto intensi; sono davvero felice e non vedo l’ora di tornare l’anno prossimo”

M. 15 anni

Previous Post
Volti, mani, occhi di speranza
Next Post
Bambini, ragazzi e giovani: presente e futuro