#ascoltoilsilenzio

Ultimamente su Instagram continuo ad imbattermi su profili di professionisti. Trovo psicologi per dirmi come gestire le mie relazioni e la mia ansia, medici che mi spiegano tutti i sintomi del catalogo, dermatologi per combattere l’acne e le rughe e via dicendo. Qualsiasi problema io abbia, sembra che basti cercare su Google o digitare un hashtag per risolverlo. E ti lamenti? Hai consigli gratis e sempre a portata di mano!

La verità è che più mi espongo a questo bombardamento di informazioni più ne esco stordita. Più mi spiegano come gestire la mia ansia, meno io riesco a definirne i contorni. Più trovo consigli su come trattare la mia pelle, più fatica faccio a guardarla allo specchio. Che cosa sta succedendo? Più rimango in questo vortice di voci e meno riesco a sentire la mia. E allora ritorna prepotente il bisogno di silenzio, di libertà di pensare, di usare la mia voce. Libertà di rinunciare a sapere qualche cosa perché in questo momento non riesco ad elaborarla, perché forse non sono io che devo elaborarla. I social mi illudono che la conoscenza sia a portata di un click e che, in fondo, sono io stessa l’esperto di cui ho bisogno. Sembra tutto facile, tutto lineare, tutto sotto il mio controllo.

E invece tutto è complesso. Spesso abbiamo paura della complessità perché richiede di darle tempo e spazio. Ci chiede di non fermarci alla superficie delle cose e di scendere in profondità in noi stessi. Spesso abbiamo paura perfino della nostra stessa voce, di quella autentica e reale che seppelliamo dietro lo scroll infinito di post e video. È più facile guardare uno stupido balletto che ammettere di essere tristi o di avere paura. È più facile credere nella crema magica o alla dieta prodigiosa che guardare dentro me stessa e al modo in cui vivo.

Ho bisogno di persone fidate e affidabili, persone reali, che sappiano ascoltare la mia complessità e sostenermi in un percorso faticoso. Quindi, penso che abbasserò la musica e ascolterò il silenzio per dedicarmi a ciò che davvero è importante.

 

D. Squarzoni
Rubrica Check point,
dal Blog Storie, incontri, parole sulla Via della Pace

Articolo precedente
Confessioni di una chiacchierona
Articolo successivo
Briciole
Menu