Abbi cura di me – pt1

Il Meeting è sempre stato per me un’esperienza incredibile, una di quelle che ti fanno vivere l’amore e la presenza di Dio al 100%! Il bello è che siamo tutti lì per un’unica ragione: sperimentare l’amore di Gesù e scoprire come Lui riesca ad agire in modo potente in ognuno di noi. Non importa se siamo amici, familiari, dove viviamo, da dove veniamo o dove andiamo, la cosa importante è che vogliamo incontrare Gesù. Quest’anno il Meeting che tanto aspettavo non si sarebbe potuto svolgere in presenza, ma soltanto online attraverso dei video caricati su YouTube. A questo punto le alternative per vivere il Meeting erano due: guardare i video da soli oppure trovarsi in piccoli gruppi per vederli in compagnia. È stato un Meeting diverso, ma davvero speciale, un’esperienza capace di smuovere i cuori.

Tra i vari interventi mi ha colpito molto quello di Paolo Maino sulle relazioni. Paolo diceva che la nostra vita è fatta di relazioni. Non ci avevo mai pensato, e sentirmelo dire mi ha fatto riflettere sul fatto che per noi adolescenti spesso le relazioni si riducono a interazioni sui social. Relazionarsi per noi vuol dire mandare un sms o un’e-mail, guardaci le storie su Instagram, commentare le foto e i post di Instagram e Facebook, oppure avere tanti like e tanti followers. Spesso le nostre relazioni si riducono a questo e invece Paolo dice che queste non sono relazioni, anzi, la verità è che dietro questo modo di relazionarci c’è tanta solitudine.

Queste parole mi hanno fatto pensare alla mia vita, al fatto che a volte penso che basti un sms per mantenere la relazione. Pensandoci bene, le relazioni non sono fatte di emoji o di mille parole scritte, non sono fatte dal numero di follower che ti seguono. Le relazioni sono fatte di sguardi, discussioni, risate, litigi e momenti vissuti insieme e condivisi. E sicuramente gli sms ci stanno, ma non posso pensare che un messaggio o un emoji sostituiscano una relazione autentica, dal vivo. Come dice Paolo, più viviamo le nostre relazioni in presenza, più maturiamo noi e la nostra identità personale.
Questo Meeting mi ha aperto gli occhi su quanto noi, io per prima, siamo così presi dalle nuove tecnologie e dal nostro egoismo, da mettere noi stessi ed i nostri interessi prima di chiunque altro, addirittura a discapito degli altri.
Ho sentito che Paolo stava parlando di me quando ha detto: «…tutto deve ruotare intorno a te, pretendendo di avere ragione, di essere il metro di comportamento… E se provano a riprenderti alzi barriere e muri e giudichi tutti e tutto». Quando ho sentito questa frase mi sono guardata allo specchio: ho guardato me stessa e la mia vita dal di fuori e ho capito che tanti di questi aspetti, anzi, a essere onesta, tutti questi aspetti, fanno parte di me e mi ci ritrovo con un po’ di delusione. Per la prima volta mi sono guardata e ho visto ciò che di me non mi piace e ciò da cui voglio ripulire il mio modo di essere.

In particolare, mi porto via una frase da quello che ha detto Paolo: «Nella relazione tu devi essere disposto a perdere qualcosa: tempo, pensieri, idee e principi». Questa è una cosa che voglio imparare da Paolo assieme alla capacità di ascoltare perché, come dice lui: «Oggi tutti parlano e nessuno ascolta». Fino ad ora non avevo mai capito cosa questo significasse e quanto fosse importante.

(to be continued…)

 

Dalla Rivista Sulla Via della Pace n° 65, articolo di Anna Vivaldi

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