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Cos'è l'adozione a distanza? (SAD)

è pensare ai molti, troppi bambini cui sono stati negati i più normali e fondamentali diritti umani (cibo, vestiario, istruzione, dignità…).
 
Con 0,85 centesimi al giorno, Via Pacis riesce a far arrivare a più di 1.000 bambini cibo, acqua, vestiario ed istruzione.
 
… è parlare di persone e di cuori, più che di concetti e di numeri.
 
Ogni bambino sostenuto a distanza invia al suo sostenitore, almeno una volta all'anno, delle informazioni con una foto. Ogni bambino conosce il nome del proprio sostenitore e s'impegna a coltivare una relazione di gratitudine, anche solo con un ricordo nella preghiera.
Anche il sostenitore (singolo, famiglia o gruppo) può, se lo desidera, inviare uno scritto al proprio bambino.
 
… è permettere a questi bambini di istruirsi, crescere, costruire il proprio futuro concretamente, rimanendo nel loro paese, senza essere sradicati dalla loro terra, dalla loro gente.
 
La formazione è uno degli obiettivi primari di Via Pacis. Sono ormai tanti i bambini che, grazie al sostegno a distanza, hanno potuto studiare, conseguire un diploma e molti hanno intrapreso un percorso di laurea. Nessuno di loro avrebbe potuto farcela senza l'aiuto concreto di qualcuno che, da lontano, ha provveduto al sostentamento, donando speranza.
 
… è sentirsi responsabili di una grande ingiustizia planetaria e cercare di alleviarla almeno in parte.
 
Sono ancora troppi i bambini che muoiono di fame. Grazie al Sostegno a Distanza, il sorriso torna sul volto di tanti... anche di chi dona, perchè è compartecipe di questa gioia che si allarga a cerchi concentrici.
 
… è donare amore, e questo va ben oltre il semplice “aprire il portafoglio”.
 
Sono ben pochi 0,85 centesimi al giorno, eppure sono sufficienti per donare fiducia e trasmettere il coraggio di vivere. Ciò che più sconcerta è scoprire che le persone nei Paesi in via di sviluppo, prima di chiedere pane, chiedono affetto, amicizia, vicinanza, comprensione e com-partecipazione alle proprie sofferenze.
 
 
… è cercare di trasformare una spirale negativa di sofferenza e povertà in un circolo virtuoso di pace e di bene.
 
L’Associazione Via Pacis ha come fondamento la solidarietà e come obiettivo la pace: non si può parlare di pace senza operare per la giustizia e la dignità di ogni persona.
 
… è cambiare il mondo incominciando da noi stessi. Con il Sostegno a Distanza, due vite cambiano sempre... una è la tua!
 
Molte vite sono trasformate, ma la prima trasformazione avviene proprio dentro noi stessi che ci prendiamo cura di chi non ha niente e diamo voce a chi non ha voce.
 
… è non capire più chi è il beneficiato e chi il benefattore in una sorta di girotondo di mani che si tendono e che si prendono… e sono tutte uguali.
 
È la circolarità del dono che non ha né inizio né fine...
           

Riceviamo la testimonianza della mamma di Neneng, una ragazza sostenuta a distanza che scrive a suor Rosanna:
“Sono ammalata da tanti anni e questo mi fa sentire inutile, non posso neanche badare ai miei figli, ho bisogno di tutto. Da quando ho conosciuto voi suore ho iniziato a pregare per voi, per il vostro lavoro, per il bene che fate. Ora, nella tua lettera a noi genitori, ci dici di pregare per le famiglie dei benefattori che sono in Italia, per quanti ci aiutano. Io non avrei mai pensato, nella mia povertà, di poter fare qualcosa per coloro che stanno meglio di me, mai avrei pensato di conoscere altra gente, di uscire da questo mio villaggio.
Invece, adesso, ogni giorno compio grandi viaggi. Con la mia preghiera arrivo dalle famiglie benestanti e porto lì la mia preghiera, la mia benedizione e anche la mia sofferenza. Non so come dirti grazie per quest;, mi sento “ricca” anch'io e la mia vita, adesso, è utile!”
 
… è prendersi cura di un bambino, ma anche della sua famiglia e dell’intera nazione a cui appartiene.
 
Nessuno è troppo povero da non avere qualcosa da donare agli altri... fosse anche solo un sorriso.
 
Da uno scritto di suor Rosanna Favero:
   “L’amore e la solidarietà vengono estese ad altri. Le famiglie compiono molti gesti di condivisione donando qualcosa a vicini o parenti più  bisognosi specialmente durante le feste; nel villaggio di Iling Proper i  ragazzi hanno deciso di portare all’offertorio, durante la Messa di Natale, del vestiario per i loro coetanei che non avevano ricevuto nessun vestito nuovo; in altri villaggi sono stati preparati doni per i detenuti e per le famiglie provate da lutti e malattie.” 

… è accogliere la vita aprendo la porta della nostra famiglia ad un altro.
 
Il Sostegno a Distanza non è che una goccia nel mare, ma questa goccia, cadendo, ha il potere di produrre cerchi concentrici di gratuità e condivisione.
 
… è un gesto fatto col cuore!
 
Un sogno? No, il mondo può davvero cambiare grazie alla gratuità di tanti piccoli gesti.