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Visita alle Comunità Via Pacis dell'America Latina

03 Set 2017
Dal 2 al 14 agosto Paolo Maino e Claudia Carloni hanno visitato le comunità Via Pacis dell’America Latina.
 
Rivolgiamo due domande a Claudia Carloni:
Cosa ti ha colpito di più del viaggio in Colombia?
Ho respirato tanta gioia dai membri delle comunità Via Pacis: è stato bello condividere, pregare e visitare le opere sociali lì presenti. Ho potuto vedere la loro dedizione a favore di tante situazioni di disagio. In particolare, sono rimasta profondamente colpita dall’impegno a favore dei più bisognosi. In ogni comunità ci sono persone che settimanalmente visitano i quartieri più poveri e si fanno carico di accompagnare e sostenere molte famiglie in difficoltà. Ho potuto visitare alcune di queste famiglie, e ho visto con i miei occhi il bene che queste visite generano. Nella semplicità del dialogo, del farsi vicino a chi è solo, malato, anziano, senza lavoro, rinasce la speranza e ci si sente più esseri umani. Più volte mi sono commossa nel vedere come una parola detta con il cuore e un ascolto sincero abbiano ridato forza e coraggio. Desidero ringraziare tutte le persone che quotidianamente, in modo silenzioso e nascosto, visitano i più poveri: è questo il bene che non fa rumore e che tiene in piedi il mondo.
 
Come si è svolta la visita in Ecuador?
Siamo stati ospitati a Tena, nella casa parrocchiale dove svolge il suo servizio Padre Danilo Meija. Da lì abbiamo potuto visitare la comunità Via Pacis che vive a Cotundo. È stata una visita ricca di incontri: ho potuto ascoltare tante storie di vita vera, dove si gioisce di ciò che si ha e dove l’essenziale non sono le cose, il possesso, ma le relazioni e l’aiuto reciproco. L’incontro settimanale comunitario è atteso, partecipato, vissuto con gioia: è un’occasione per ripartire, per prendere forza dalla preghiera, dall’incontro con gli altri e dall’ascolto della Parola di Dio. Mi ha colpito il racconto di Ayda: lavora nella fattoria con suo marito, a molti chilometri di distanza – che percorre a piedi – da Cotundo. Non sempre arriva in tempo per partecipare all’incontro comunitario; quando non ci riesce, all’ora in cui gli altri si ritrovano, lei si unisce a loro fermandosi nella preghiera. È con loro, anche se fisicamente è nella piantagione a lavorare.
L’Ecuador è un’esplosione di verde, vegetazione variopinta, cieli azzurri e pioggia che irriga. Questa natura incontaminata, i cieli notturni dove le stelle sembrano più vicinie e più grandi, mi hanno fatto pensare alla bellezza del mondo e al suo Creatore. Ogni volto, ogni nome è rimasto nel mio cuore. Penso spesso a loro, alle loro case, al villaggio di Cotundo e a come siano impegnati ad essere ambasciatori di riconciliazione tra la loro gente, immersi nella foresta amazzonica.