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GMG 2019: il Papa parla ai giovani alla Veglia

28 Gen 2019
“Il Vangelo ci insegna che il mondo non sarà migliore perché ci saranno meno persone malate, deboli, fragili o anziane di cui occuparsi e neppure perché ci saranno meno peccatori, ma che sarà migliore quando saranno di più le persone che sono disposte e hanno il coraggio di dare alla luce il domani e credere nella forza trasformatrice dell’amore di Dio”. E il progresso della società non sarà “solo per arrivare a possedere l’ultimo modello di automobile o acquistare l’ultima tecnologia sul mercato”. No, c'è molto di più che vivere per questo.
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“Non basta infatti stare tutto il giorno connessi per sentirsi riconosciuti e amati”. Occorre dire sì al Signore. E questo “significa avere il coraggio di abbracciare la vita come viene, con tutta la sua fragilità e piccolezza e molte volte persino con tutte le sue contraddizioni e mancanze di senso”. Abbracciare la vita, prosegue Francesco, si manifesta anche quando diamo il benvenuto a tutto ciò che non è perfetto, puro o distillato, ma non per questo è meno degno di amore. Forse che qualcuno per il fatto di essere disabile o fragile non è degno d’amore? Qualcuno per il fatto di essere straniero, di avere sbagliato, di essere malato o in una prigione non è degno d’amore? Così fece Gesù: abbracciò il lebbroso, il cieco e il paralitico, abbracciò il fariseo e il peccatore. Abbracciò il ladro sulla croce e abbracciò e perdonò persino quelli che lo stavano mettendo in croce”. Così i giovani devono imparare ad abbracciare la vita e scoprire di essere fatti per un di più.
 
 
Papa Francesco