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La speranza per gli ultimi dell'Africa

12 Maggio 2017
Un piccolo uomo, Gregoire Ahongbonom, proveniente dall'Africa. Ci tiene subito a dire di non essere un prete, di non essere istruito, di non essere un guaritore. E' un gommista tormentato da sempre da una domanda: "Signore, qual è il mio posto nella tua Chiesa?" 'Per caso' incontra la realtà della malattia mentale, persone prigioniere di una equazione: malattia mentale = possessione diabolica. Allora le famiglie incatenano letteralmente i loro figli e figlie e li abbandonano, li lasciano a morire, pensando di fare il bene.
Gregoire prende queste persone ad una ad una, li accoglie, li lava, li aiuta ad essere utili agli altri, li fa di nuovo sentire esseri umani. Costruisce dei Centri per loro. Si aggiungono a lui altre persone, anche psichiatri; insieme organizzano percorsi e cure farmacologiche per accompagnare questi malati nella vita.
Gregoire mostra le catene usate per i malati di mente e dice che Il vero male è la paura. E' la paura che ci fa comportare così nei loro confronti. Ogni uomo ha in se stesso il bello e il buono e noi possiamo farli uscire fuori donando umanità. "Non sono un prete, non sono un dottore, non sono un guaritore" - dice - "questa è la prova che quanto faccio non viene da me. Dio chiama chi vuole, come vuole e quando vuole. Ma ha bisogno di me e di voi per aiutarlo a liberare i suoi figli".