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I fondatori

Paolo Maino

Dopo un incontro folgorante con Gesù, nel 1979 comprende che l’esperienza di fede, per poter portare frutto, necessita di un cammino comunitario. Condivide quest’intuizione alla moglie Eliana Aloisi e a don Domenico Pincelli, fondando quella che oggi è l’Associazione Via Pacis.

Nella convinzione che la pace è un dono che va condiviso, crede fortemente nelle persone e nelle relazioni, e nell’apporto che ciascuno può dare all’annuncio di una speranza che non delude. Va testimoniando che la quotidianità, se vissuta nell’impegno di farsi tutto a tutti, si rivela come l’ordinarietà in grado di rendere straordinaria la propria vita. Ha un'attenzione particolare per il grido del povero e per questo avvia la collaborazione tra popoli e culture diverse condividendo la loro lotta contro le ingiustizie, certo di costruire un pezzettino di mondo migliore.

Di fronte alle difficoltà e alle sfide della vita, esorta a pensare bene per agire meglio.
Convinto assertore del contributo insostituibile che i laici possono dare alla missione della Chiesa e al progresso della società, non si stanca di incoraggiare all’impegno ad una formazione continua.

Eliana Aloisi

Alla ricerca di un incontro personale con Gesù, dopo una forte esperienza di un Dio rivelatosi come vivo e presente, fa proprio il desiderio del marito Paolo di dar vita a un cammino comunitario, contribuendo a generare il carisma associativo.
La sua passione per Dio si traduce nella passione per l’uomo e per la sua libertà. Nella certezza che in ciascuno si nasconda un tesoro prezioso che attende solo di essere portato alla luce, è persuasa che la riconciliazione con il proprio passato e la guarigione delle ferite interiori siano gli strumenti utilizzati da Dio per ridonare libertà all’uomo.
Da anni si spende in un servizio di accompagnamento personale, aiutando le persone a recuperare la propria dignità facendo leva sulle proprie debolezze, rivelate come punti di forza.
 

Don Domenico Pincelli

Sacerdote della Diocesi di Trento, nel 1979 incontra i coniugi Paolo ed Eliana Maino, con i quali condivide la stessa passione per Gesù. Fino alla morte, sopraggiunta nel 2003, conduce con loro una singolare comunione di vita.
Ha fatto della misericordia di Dio la sua ragione di vita, usando del confessionale per comunicare il perdono incondizionato di Dio e il Suo anelito a riconciliarsi con l’uomo.
Nella sua accoglienza senza riserve, in tanti hanno potuto fare esperienza viva e concreta dell’amore misericordioso del Padre: un amore che non giudica mai, e che brama solo di essere attinto.