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Testimonianze dal Congresso

Ringrazio la Comunità Via Pacis per avermi invitato a prendere parte al primo Congresso Internazionale a Camposampiero (Italia) nel 2014.
Ho imparato molto. Per esempio che Via Pacis è una vocazione e un dono di Dio e che noi siamo chiamati a portare questo dono in tutto il mondo. Ricordo molto bene che il fondatore ha detto che Via Pacis è una profezia per tutte le genti in tutto il mondo. Non ci è stata data perché noi siamo buoni ma perché noi la portiamo nel mondo. Non appartiene a noi, ma al mondo. Sono rimasto molto toccato da queste parole. Ho sentito che è mia responsabilità portare Gesù, nostra roccia, alle persone attraverso Via Pacis. Questo mi ha fatto tornare in mente quello che Renzo e Lidia mi dissero nel 2013 a riguardo della figura del leader Via Pacis: è il primo ad alzarsi e l’ultimo a coricarsi.
Sono stato anche felice di incontrare tanti membri di Via Pacis provenienti da tutto il mondo: Italia, India, Colombia, Ecuador, Kenya, Ghana etc. Abbiamo condiviso le nostre gioie e le nostre fatiche. Il nostro fondatore sempre ci ripeteva che le fondamenta della nostra comunità sono le relazioni. Più stavamo assieme, più ci conoscevamo e più ci sentivamo uniti. Ora mi sento molto più unito ai membri della Comunità Via Pacis.
Negli incontri, mentre si discuteva su che cosa proporre per il prossimo quinquennio, a tutti è stato data l’opportunità di dare il proprio contributo. Questo mi ha toccato molto. E’ stato un segno che noi siamo una sola famiglia e che vogliamo camminare assieme come una famiglia. Il fondatore Paolo Maino ha detto che Via Pacis non è una idea o un bel pensiero, ma Via Pacis è Unità. Se viviamo l’unità allora siamo Via Pacis. Ci ha anche detto che l’unità è dolce, ma difficile. Così ci vuole tanto tempo per costruire l’unità.
Ricordo anche quando mamma Eliana (co fondatrice) durante il suo insegnamento ci ha detto che quando le persone si innamorano cambiano il loro comportamento. C’è come una forza che le spinge. Mi sono allora chiesto se da quando mi sono innamorato di Via Pacis la gente ha potuto vedere dei cambiamenti nella mia vita. I miei atteggiamenti dovrebbero cambiare.
Ricordo anche che Gregorio Vivaldelli ci disse che Dio desidera la misericordia. Se non c’è misericordia non c’è Via Pacis. Se diciamo di no alla misericordia, non c’è riconciliazione. Questa per me è diventata una sfida: essere sempre misericordioso. Ci disse anche che abbiamo bisogno di sostenerci l’un l’altro ovunque andiamo. Così cerco sempre di sostenere i miei fratelli e sorelle in tutto il mondo, specialmente con la preghiera.
Tiziano Civettini ci disse di come noi possiamo essere paragonati al pane, come Gesù, e che dobbiamo essere “mangiati” dagli altri. Ci sono molti modi per essere “mangiati” dagli altri. Quando siamo generosi allora possiamo essere “mangiati”. La gente ha bisogno del nostro amore, dell’unità, energie, preghiere, incoraggiamenti, esperienze, doni ecc.
Ho imparato molto e nel mio cuore sempre sento una voce che mi dice di mettere in pratica con una vita esemplare ciò che ho sentito.
Ancora una volta ringrazio Dio e la Comunità Via Pacis per ogni cosa. Sento che Via Pacis è davvero casa mia. Mi sento amato e accettato così come sono. Non sono perfetto, ma sono sempre un perdonato. Sento molta pace nel mio cuore. Questa è la casa che ho cercato per tanto tempo. Così io sarò un ambasciatore di riconciliazione verso le altre persone.
Possa l’Onnipotente Dio benedire e proteggere l’Associazione Via Pacis.
Vostro
JOHN BOSCO MATOVU
RESPONSABILE PER VIA PACIS IN UGANDA
 
Ho partecipato al primo Congresso della comunità Via Pacis come alleata di vita eletta dall’assemblea della mia comunità di Riva del Garda.
Non mi aspettavo nel modo più assoluto di venir eletta e quindi sono andata al Congresso con il peso della mia inadeguatezza e della responsabilità nei confronti dei fratelli che mi hanno votato e quindi riposto in me fiducia.
Una volta iniziato il Congresso, la percezione della grazia di poter vivere un tale momento ha reso questo peso leggero.
Il momento del confronto nelle commissioni di lavoro è stato illuminante: cogliere le differenze, il rispetto reciproco, l’ascolto, l’identica passione per questa chiamata: quanta grazia!
Studiando il documento in preparazione al Congresso mi sembrava il tutto molto generico; io sono una persona concreta e quindi mi sono venute in mente poche, ma concrete proposte.
Durante il Congresso ho capito che questo mio modo di affrontate i lavori non era quello richiesto in quel momento perché sarebbe stato ingabbiare lo Spirito! Noi dovevamo insieme condividere e indicare delle priorità, dare delle “luci-bussola” perché tutte le Comunità Via Pacis nel mondo navighino nella stessa direzione anche se in “mari diversi”. Quanta libertà mi ha dato questa intuizione!
Sicuramente il momento in cui ho avuto la chiara percezione di essere nel cuore della Comunità è stato l’elezione del Consiglio Generale. In questo momento la responsabilità dell’evento non mi ha intimorita perché si percepiva in modo tangibile l’unità di spirito tra noi, la guida della Spirito Santo e il sostegno della preghiera dei fratelli da casa.  
Ringrazio Dio e i fratelli per la preziosa esperienza di crescita in Via Pacis che mi è stata donata partecipando al Congresso.
ANTONELLA 
COMUNITA' DI RIVA DEL GARDA
 
Nei giorni del Congresso ho respirato un clima di entusiasmo e di collaborazione fraterna. Si percepiva la gioia di trovarsi lì, a servire la Chiesa in Via Pacis, in un grande momento storico per la nostra Associazione: il primo Congresso Internazionale.
Penso che la preghiera sia stata la base fondante: le fondamenta del Congresso. Le modalità stesse dello svolgimento del Congresso, dove è stato dedicato molto spazio all’ascolto dello Spirito, ci hanno permesso di toccare con mano la potenza della preghiera, che ha accompagnato ogni giorno congressuale.
È stato davvero positivo lavorare in gruppo, poterci ascoltare e cogliere le differenze e le affinità che ogni fratello ha portato con sé dalla sua terra e dalla sua comunità. Il lavoro nella Commissione mi ha permesso di rafforzare le relazioni con gli altri e scoprire ancora di più la bellezza dei fratelli.
Proprio il confronto e il dialogo con i fratelli  è stato fondamentale: mi ha permesso di cogliere aspetti diversi dell’azione di Dio nelle comunità Via Pacis nel mondo e di comprendere che ogni comunità ha delle caratteristiche proprie e come la diversità sia una ricchezza. Ho inoltre vissuto un profondo spirito di unità.
GIULIO
COMUNITA' DI ROVERETO
 
Ho avuto la gioia di partecipare come delegata al primo Congresso Internazionale dell’Associazione Via Pacis, evento molto importante  che ha coinvolto nei lavori di riflessione, di discernimento e di proposte per la programmazione del cammino futuro della nostra realtà diversi fratelli delle tante comunità presenti nel mondo. E’ stata un’esperienza unica, impegnativa e di grande grazia sin dalla fase preparatoria.
All’interno della mia comunità i lavori sono stati caratterizzati dall’entusiasmo e dalla partecipazione generosa e responsabile dei singoli collaboratori. Ho colto in tutti loro molto interesse e coinvolgimento nelle diverse tematiche affrontate.
In modo particolare i giorni del Congresso trascorsi con i delegati delle varie comunità per la fase conclusiva di elaborazione delle linee programmatiche sono stati intensi e fecondi e si sono svolti in un clima di forte comunione e condivisione d’intenti che hanno lasciato in me e sicuramente in ciascun delegato una grande ricchezza interiore.
Ho percepito il desiderio comune di discernere e camminare insieme guardando realmente al bene di tutta l’Associazione di cui siamo e ci sentiamo corresponsabili, questo ha donato una visione più ampia del cammino che siamo chiamati a percorrere nei prossimi anni. I risultati cui è pervenuto il Congresso sono stati il frutto di un lungo lavoro personale e collettivo che ha preso forma con il documento finale e ha confermato l’efficacia del nostro impegno.
Il Congresso è stato una tappa significativa di crescita per la mia vita, per la vita delle singole comunità e in modo particolare per la vita dell’Associazione e ha stimolato la capacità di trovare modi e vie nuove di testimonianza e annuncio del Vangelo in linea con il nostro carisma.
                                                                                                                                                    NUCCIA
COMUNITA' DI MELICUCCO
 
Sono Sabrina responsabile locale della piccola comunità nascente di Rovigo (Italia).
Proprio perché comunità nascente, sono stata invitata a partecipare al primo Congresso Internazionale Via Pacis in qualità di uditrice. Ero molto emozionata.
Guidati dallo Spirito e da un’organizzazione direi impeccabile, sono state trattate varie tematiche, precedentemente discusse in tutte le comunità locali. Il tutto si è svolto in più sessioni, sempre precedute da momenti molto intensi di preghiera. Tutto il lavoro fin qui svolto, veniva poi consegnato alla commissione finale che ne faceva discernimento per trarre le linee guida dell’Associazione per i prossimi cinque anni.
Trovarmi con i fratelli e sorelle, provenienti dalle varie comunità Via Pacis presenti nel mondo, è stata sicuramente la meraviglia più grande. Ho respirato un clima di grande fraternità e comunione, dove la presenza dello Spirito Santo era quasi palpabile.
Nonostante la difficoltà di lingua, ho avuto la possibilità di conoscere più da vicino fratelli e sorelle delle varie comunità nel mondo. Ho visto e toccato con mano come le differenze possano diventare ricchezza, motivo di condivisione e unità.
Ho capito inoltre che pur non vivendo nello stesso continente, non parlando la stessa lingua e non avendo lo stesso colore di pelle, nel nostro cuore, è presente lo stesso grande desiderio: essere Ambasciatori di  Pace, Gioia e Riconciliazione.
SABRINA
RESPONSABILE LOCALE DELLA COMUNITA' DI BORSEA (RO)