Il tempo che stiamo vivendo, a livello planetario, è intriso di violenza, disprezzo dei valori di solidarietà e accoglienza, sopraffazione e scarto dei deboli e indifesi. La pace è diventata un’utopia, mentre torna a prevalere, ufficialmente e sfacciatamente, la legge del più forte. Le risorse vengono dirottate dal welfare, dalla sanità, dall’istruzione, al riarmo. La guerra è tornata di moda, come ammonisce Papa Leone, che, assieme ai richiami decisi e coraggiosi ai potenti della terra, invita i credenti in Cristo a disarmare il cuore, il linguaggio, le relazioni.
Disarmare. Pacificare il cuore e la mente: è il sottotitolo di “Semi di libertà” di Eliana Aloisi, edizioni Amen, un piccolo libro che contiene un tesoro di esperienza, sapienza, vita vissuta respirando il Vangelo.
“C’è un avverbio che ci terrorizza e ci paralizza: ‘ormai’. Rappresenta l’anticamera della disperazione, dell’infelicità, di ciò che ci può far sprofondare nel baratro dell’irrimediabile, travolgendo tutto” scrive Ruggero Zanon nella prefazione. L’autrice ci porta, con delicatezza, competenza e mano sicura, attraverso le pieghe della storia personale di ciascuno di noi, storia unica e insieme universale, fatta di crescita e di fallimenti, di luci e di ombre, di ferite e di rinascite. Scrive ancora Ruggero Zanon: “Ci impegniamo con tutte le forze per inseguire il sogno della felicità, che è sempre di là da venire, in una rincorsa senza tempo, che non è mai oggi ma sempre domani. Inoltrarsi fra le righe di questo libro, abbassare le difese e provare a mollare le redini della nostra vita capovolge completamente la prospettiva. E se la nostra vita nascondesse già un tesoro? Se, invece che cercare la felicità, la pienezza di vita chissà dove, scoprissimo che la possediamo già, senza saperlo?”.
Integrando elementi di antropologia e teologia, psicologia e spiritualità, Eliana ci prende per mano ad incontrare e dare voce alla sete di libertà, di pienezza, di pace che è in ciascuno di noi. Lo fa chiamando per nome, senza scorciatoie, i tranelli e gli inganni che ci bloccano e ci appesantiscono, come scrive il card. Claudio Gugerotti nella presentazione: “In queste pagine si parla apertamente del nostro soffrire, chiedendo come punto di partenza non di ricorrere all’analgesico che spegne temporaneamente il dolore, ma a quel lento aderire a noi stessi, nella misura in cui ogni giorno ne siamo capaci, per procedere con costanza verso una guarigione interiore”.
Negli snodi fondamentali del testo, ci aiutano con la loro esperienza personale uomini e donne di varie nazionalità, provenienza e cultura, che hanno trovato in questo percorso di pacificazione la forza e la grazia per riappacificarsi con la propria storia.
“Semi di libertà” rappresenta uno strumento prezioso perché ciascuno possa contribuire alla pace accogliendola nella propria vita, perché germogli con la forza vitale del seme.
Maria Luisa Toller
