Dal 18 al 29 giugno Ruggero Zanon, presidente di Via Pacis, e Mirko Pettinacci, accompagnati da padre Francois Kangalo, sacerdote congolese che opera in Italia, si sono recati nella Repubblica Democratica del Congo per conoscere alcuni giovani adulti che desiderano vivere il carisma di Via Pacis È stata l’occasione per vivere l’inaugurazione di una scuola primaria realizzata da Via Pacis a Kipande, per incontrare il vescovo di Kikwit e fare visita ad alcuni orfanatrofi, scuole e strutture ospedaliere.
Ruggero racconta:
Il primo approccio del Congo è con un orfanatrofio, che accoglie 25 ragazzi. Ingenuamente chiedo come mai nelle due camerate ci siano solo 7 letti. Risposta: i ragazzi dormono in 3-4 per letto o, meglio, in quella sorta di giaciglio che ha per materasso uno strato di gommapiuma lercio e consunto.
Lo squallore e la pochezza di quel che c’è – o, meglio, che non c’è – nelle due stanze-dormitorio è difficile perfino da immaginare. Ma l’alternativa è il nulla.
Finita la strada asfaltata a Kikwit, comincia un mondo a noi sconosciuto, fatto di piccoli villaggi con capanne in fango e paglia, dove l’acqua, nella migliore delle ipotesi, è a un paio di ore di cammino, e i ragazzini fanno la spola per prenderla portando taniche più pesanti di loro. La corrente elettrica, le strade e altri servizi per noi scontati sono un miraggio. Eppure, ovunque ti giri, c’è vita: bambini, ragazzi, giovani sembrano non finire mai.
C’è bisogno di tutto, ma la vita è più forte: continua, non si ferma.
Le scuole sono capanne fatte di pareti formate da alcuni pali piantati nel terreno e del pagliericcio per copertura: all’interno delle assi fungono da sedia e da banco. Una lavagna sbiadita è l’unico indizio riconducibile a un’aula scolastica.
I ragazzi camminano anche tre ore ogni giorno per andare a scuola, che costituisce l’unica speranza per una vita diversa, più dignitosa.
In quei territori dimenticati, quasi irraggiungibili per la cronica carenza di strade, è solo la Chiesa ad assicurare l’istruzione di base, un minimo di assistenza sanitaria e la cura degli orfani e dei ragazzi di strada. Lo stato è assente, e non si intravedono segnali di cambiamento.
In una terra tanto segnata da guerre, violenze, divisioni, dove manca tutto, la vera fame però è quella di giustizia, di perdono e riconciliazione. Incontriamo una ventina di giovani adulti che ha deciso di scommettere sul carisma di pace e riconciliazione che anima Via Pacis. Rimaniamo stupiti dall’azione di Dio, che opera al di là di quanto possiamo pensare e immaginare, e ha misteriosamente toccato i cuori di questi fratelli e sorelle congolesi.
Cosa sono una ventina di persone in un Paese di 120 milioni di abitanti, con una crescita demografica in continua espansione? Nulla. Ma è questo nulla che con Dio può diventare vita nuova che si moltiplica, che sazia, e che perfino avanza. È con questo nostro poco, insufficiente, inadeguato che Dio compie miracoli, perché, quando diamo tutto quel che abbiamo, è Dio a fare il resto.









Rep. Dem. Congo
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