ASCOLTO – DIGIUNO – INSIEME
Sono le parole-chiave per questa Quaresima, nel Messaggio che Papa Leone ha rivolto a tutti i credenti. Parole semplici, ma capaci di orientare il nostro cammino. Per Via Pacis queste parole risuonano in modo speciale.
ASCOLTO del “Dio coinvolgente, che oggi raggiunge anche noi coi pensieri che fanno vibrare il suo cuore” attraverso la Parola che, a sua volta, “ci educa a un ascolto più vero della realtà: tra le molte voci che attraversano la nostra vita personale e sociale, le Sacre Scritture ci rendono capaci di riconoscere quella che sale dalla sofferenza e dall’ingiustizia, perché non resti senza risposta”.
DIGIUNO: fin dai primi mesi della vita di Via Pacis, questo gesto fortemente simbolico, fatto nella sincerità e semplicità, ci aiuta ad assumerci la responsabilità verso il mondo.
Attraverso il digiuno, volenti o nolenti, si sgretola un po’ del nostro isolamento,con il quale ci difendiamo dalle incertezze della vita, siamo più vicini ai fratelli nel mondo e possiamo più facilmente ascoltare il grido di chi è gravemente in pericolo di vita per la fame.
Digiuno non solo dal cibo: “Cominciamo a disarmare il linguaggio”, continua Papa Leone, “rinunciando alle parole taglienti, al giudizio immediato, al parlar male di chi è assente e non può difendersi, alle calunnie. Sforziamoci invece di imparare a misurare le parole e a coltivare la gentilezza. Allora tante parole di odio lasceranno il posto a parole di speranza e di pace”.
INSIEME, perché “la conversione riguarda, oltre alla coscienza del singolo, anche lo stile delle relazioni, la qualità del dialogo, la capacità di lasciarsi interrogare dalla realtà e di riconoscere ciò che orienta davvero il desiderio, sia nelle nostre comunità ecclesiali, sia nell’umanità assetata di giustizia e riconciliazione”.
Come scrive Ruggero Zanon, presidente di Via Pacis, nella lettera per la Quaresima inviata alle Comunità nel mondo, “perdono e riconciliazione, per poter continuare a vivere e portare frutto, vanno incarnati, praticati, dilapidati. Il rischio, col tempo, è quello di diventare sempre più ‘esperti’ del carisma, conoscerne le dinamiche, la teoria.
Ma l’amore non è un’idea: è prassi, azione concreta, mani e piedi all’opera, ginocchia piegate”.
In questa Quaresima 2026, seguendo l’invito di Papa Leone, lavoriamo perché “le nostre comunità diventino luoghi in cui il grido di chi soffre trovi accoglienza e l’ascolto generi cammini di liberazione, rendendoci più pronti e solerti nel contribuire a edificare la civiltà dell’amore”.
