Pensiero positivo

San Paolo, quando scrive ai Romani, non chiede di cambiare il mondo, ma di cambiare se stessi attraverso il modo di pensare: “Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto” (Rm 12,2).

Chiede un cambiamento di pensiero, non tanto verso Dio, ma un cambiamento di mente verso se stesse e verso l’altro. San Paolo mette a fuoco la forza del pensiero: sei quello che pensi. Se si pensa negativo, si è una persona negativa; se si pensa positivo, si è una persona positiva. Il modo di pensare influisce in modo determinante sui comportamenti, sull’agire, sulle relazioni, sulla cultura. Quindi, il non conformatevi a questo mondo” è una sfida non solo spirituale, ma anche culturale, educativa, etica, relazionale. Solo con un nuovo pensiero – chiaramente fondato sulla Parola di Dio – si può rinnovare la vita e operare nella quotidianità, nella cultura, nelle relazioni, come testimoni credibili del Vangelo della pace.

Sia nella comunità che nel quotidiano della vita, in cui si è sempre a contatto con le persone, deve prevalere il non giudizio. Questo permette l’emergere della ricchezza, del bello e del buono che l’altro è o che quella situazione racchiude. “Quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro, quello che è amabile, quello che è onorato, ciò che è virtù e ciò che merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri” (Fil 4,8).

Proprio come un giardiniere che coltiva il suo pezzo di terra, estirpando le erbe cattive e insignificanti e seminando bellissimi fiori colorati e profumati, così ci si occupa dei pensieri della mente: si eliminano tutti i pensieri sbagliati, inutili, nocivi, e si coltivano pensieri nobili, veri, utili. Con questo metodo si scopre che il giardiniere è il regista della sua stessa vita e comprende come la forza dei pensieri forgia il carattere e aiuta nelle circostanze della vita, anche se, molte volte, non si possono scegliere le circostanze, ma si possono scegliere i pensieri e, indirettamente, modellare le circostanze. Se si pensa che quella cosa sia impossibile da realizzare, non si proverà nemmeno a metterla in atto.

Pensieri e atteggiamenti positivi richiedono la continua sfida di porre l’attenzione in Dio, in ogni situazione, anziché sull’io e sulle circostanze, e considerare i problemi come un’opportunità.

 

di Paolo Maino, Il carisma del governo. Il governo a servizio del carisma.
Quaderno di formazione n°11

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