Non c’è gioia senza perdono

La riconciliazione con Dio, con se stessi, con gli altri e con il creato provoca e produce la gioia. La spiritualità della gioia diventa il modo di vivere il quotidiano con le proprie difficoltà, riconoscendovi la presenza di Dio. La gioia evangelica si manifesta nel dare e ricevere perdono (cf Lc 15). Vivere nella gioia è un dono, ma anche una scelta da rinnovare ogni giorno, obbedendo alla Parola di Dio: «Siate sempre lieti, pregate ininterrottamente, in ogni cosa rendete grazie» (1Ts 5,16-18a).

Così leggiamo nello Statuto dell’Associazione Via Pacis.

Per Via Pacis, la gioia sgorga dalla riconciliazione. Se non sono nella gioia, devo chiedermi: dove posso riconciliarmi? c’è qualcosa da riconciliare?

In altre realtà ecclesiali, con carismi diversi, la gioia può essere frutto, ad esempio, del dare la vita per i poveri, o occuparsi degli ultimi. In ogni caso, la gioia è frutto dell’accoglienza e incarnazione del carisma.

Per noi: non c’è gioia a prescindere dal perdono.

Dove cerco la gioia? Nelle gratificazioni, nel potere, nell’apparire… e, giustamente, non la trovo.

Posso “osare” di più nel cercare la gioia nella mia quotidianità? Si, ma non in modo diretto. Se in risposta ad ogni provocazione, interna o esterna, esercito il perdono, la gioia verrà. Gioia non come sollievo emotivo (o non solo), ma come sostanza profonda, come sorgente che disseta me e chi mi avvicina.

 

di Maria Luisa Toller

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