Ho avuto la grazia di essere vicina a don Domenico per tutti gli anni della sua vita nella Comunità.
Era un prete, ma il suo “stile” nel vivere il rapporto con Dio e nell’accogliere le persone aveva delle caratteristiche che in qualche modo possono diventare anche nostre.
Fede incrollabile in ogni situazione, fiducia nell’amore di Dio per ogni persona: questo gli permetteva di esercitare il suo ministero con l’efficacia che molti di noi hanno potuto sperimentare.
La serietà del suo cammino personale, la fedeltà alla preghiera, all’adorazione, alla Parola, ai Sacramenti, erano la fonte del suo dolce sorriso e della sua capacità di accogliere chiunque, di ascoltare qualunque problema senza mai giudicare, facendo sperimentare la misericordia di Dio che cambia la vita.
Don Domenico è stato una persona di perdono continuo, e vi assicuro che è stato spesso calunniato e incompreso.
Il suo stile ci sembra troppo alto per noi, o che non ne abbiamo bisogno? Ma nella nostra quotidianità di laici, quante volte riceviamo una confidenza, incontriamo persone appesantite dalla vita, veniamo criticati per le nostre scelte… Il suo motto “ama, prega, perdona”, messo in pratica chiedendo la sua intercessione, poco alla volta può convertire il nostro cuore togliendo il giudizio, la sfiducia, il risentimento. Nella storia del francescanesimo, frate Leone seguiva Gesù imitando san Francesco… in qualche modo siamo chiamati anche noi a fare così, a diventare ambasciatori di riconciliazione seguendo le orme dei nostri fondatori.
Maria Luisa Toller
