“Fidarsi di ciò che può fiorire…” a Trento il 5 e 6 giugno, un evento che ha riunito associazioni di solidarietà per una kermesse di spettacoli, cultura, giochi, sapori e incontri. Organizzato da C’è Campo odv, ha visto quest’anno la partecipazione di varie associazioni del territorio trentino, tra cui Via Pacis, presente con alcuni giovani.
“Non siamo soli. Questo è il messaggio forte e chiaro che ho percepito dall’evento di C’è campo” dice Paolo. “In Trentino, ma non solo, siamo in tanti a collaborare per rendere il mondo un posto migliore, un piccolo gesto alla volta”.
Qualcuno ha detto, nelle presentazioni delle realtà associative: non ci rendiamo conto quanta preziosità/tesori abbiamo sul nostro territorio! Quante realtà che si spendono per la solidarietà. Mi sono davvero reso conto quante belle realtà, sono presenti, quanti semi di bene e fraternità sono sparsi per il Trentino e nel mondo, partendo proprio da qui” scrive Tommaso.

Anche Giovanna conferma: “È stata un’occasione per scoprire quante realtà operano sul nostro territorio: una ricchezza! È bello vedere e conoscere altre associazioni e vedere come, in modi diversi, siamo tutti spinti ad operare per il bene”.
Elisa racconta che “abbiamo avuto l’occasione di parlare con molte persone curiose di conoscere le varie associazioni presenti, intavolando spesso dei dialoghi molto interessanti. Allo stesso tempo è stata un’occasione anche per noi, perché abbiamo potuto vedere quante diverse associazioni trentine sono attive nel campo della solidarietà e soprattutto di conoscere chi sono e i vari paesi e modi in cui operano”.

Abbiamo potuto far conoscere la ricchezza della nostra associazione, in termini di solidarietà, ma anche di tutte le altre attività. Allo stesso modo abbiamo potuto incontrare altre associazioni che portano pace nel mondo, cogliendo sia i tratti che ci uniscono come operatori in realtà difficili ma anche le diversità che ci contraddistinguono” dice Sara.
Un momento particolarmente significativo è stato l’intervento di Ezio Aceti, psicologo e formatore che collabora con l’Ufficio Nazionale per la Pastorale della Famiglia della CEI. “Siamo impostati e programmati come esseri relazionali, senza le relazioni siamo morti, siamo coessenziali. Abbiamo dentro di noi un ‘programma’ che ci indirizza all’amore verso il prossimo”, ha affermato, concludendo con una frase che ci siamo portati a casa:
“il vero genera gioia, il falso tristezza“.
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