Myanmar: Bombardiamo il cielo con le nostre suppliche!

La situazione, dopo il colpo di Stato del 1° febbraio sta peggiorando di giorno in giorno ed i militari sono ormai arrivati a Loikaw dove si trova la “Casa della pace”, da noi costruita, che accoglie circa 100 bambine orfane o lasciate in custodia dalle famiglie in difficoltà. Ci scrivono le Ancelle Missionarie del Santissimo Sacramento:

“Carissimi,
(…) in questi giorni siamo testimoni della terribile violenza dei soldati, che attaccano, senza pietà, i villaggi, costringendo le famiglie a scappare, a trovare rifugio nelle aree di foresta e nei monti, lasciando, dietro di sé, le loro case, tutte le loro proprietà, la sicurezza.

Quasi tutti i villaggi di Loikaw ora sono in guerra. Dalle 9 del mattino fino all’alba del giorno successivo è proibito uscire di casa: polizia e soldati sparano a chi non rispetta l’ordine.
Come andare a lavorare nei campi? Come provvedere al necessario per vivere?
Sono interrogativi dolorosi di un popolo che anela solo giustizia, democrazia, libertà.
 
Dopo i primi bombardamenti, la gente è accorsa alla Casa della Pace dove hanno iniziato a portare verdura, e altro cibo, da conservare per avere scorte sufficienti per i prossimi giorni… Adesso sono circa 300 coloro che vi sono rifugiati.

Mercati e negozi sono chiusi. In alcuni villaggi vicini, i militari hanno tagliato non solo internet, ma anche l’elettricità. Stanno arrivando sempre più vicino alla Casa della Pace di Loikaw, e può accadere il peggio!

I villaggi sono quasi deserti: tutti quelli che potevano scappare se ne sono andati. Anziani, malati e bambini hanno trovato rifugio all’interno delle chiese, mentre gli uomini che possono combattere, restano a proteggere le loro case.

 

La scorsa notte sono state messe delle bandiere bianche sulle finestre della Casa della Pace come segno, per l’esercito, di non sparare o lanciare bombe.

C’è bisogno della preghiera di tutti: dobbiamo “bombardare il cielo” con le nostre suppliche, implorare il Signore di donare protezione, sicurezza, forza e pace.

Certamente stiamo già pregando per questa intenzione, ma chiediamo ad altre persone di unirsi: per favore, condividete questa richiesta ai vostri amici, a quanti possono offrire una preghiera per la pace in Myanmar e per la protezione dei bambini, degli anziani, delle famiglie… Se possibile, chiedete ai sacerdoti di offrire una Santa Messa per questa intenzione.

La preghiera è l’unica arma che abbiamo per fermare questo tremendo male che sta causando morte e sofferenza in Myanmar e in altri luoghi del mondo”.

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