Trasgredire

«Questo libro è davvero una bomba» mi dice Francesco seduto davanti a me «È la storia di questo gruppo di amici che viaggiano per tutta l’America, dormendo dove capita e vivendo come capita. Racconta di una di quelle esperienze che ti fanno sentire di vivere davvero al 100%. L’autore ha davvero fatto una cosa del genere e racconta di questo viaggio in cui si fanno di qualunque cosa, bevono e trasgrediscono in tutti i modi possibili. Vivono al limite» prosegue. Bevo un sorso della mia cioccolata calda.
«Quindi per te vivere al massimo e trasgredire sono sinonimi?» domando inclinando la testa.
«Non necessariamente» risponde il mio interlocutore fermandosi a pensare. «Però la trasgressione è un’esperienza forte, di quelle che ti riempiono di adrenalina e ti fanno sentire di vivere davvero. Mica come facciamo tutti i giorni» aggiunge mescolando l’estratto di frutta con la cannuccia.

A questo punto che dovrei dirgli? La vita di tutti i giorni non è particolarmente emozionante, ed il fatto che siamo in un bar vuoto alle tre del pomeriggio forse ne è la prova più tangibile. Da quando siamo qui è passato solo un cameriere con il grembiule.

Ma è per cercare emozioni che si trasgredisce? Ci serve davvero quel senso di pericolo e di vietato per vivere appieno? Una cosa è una birra ogni tanto. Una cosa è una sigaretta ogni tanto. Ben altro è vivere sul filo dell’ubriacatura o farsi di acidi per sentirsi vivi. La trasgressione somiglia alla mela di Eva. Quel senso di sbagliato, di proibito e di rivincita. Un modo stupido per sentirci grandi e potenti, padroni della nostra vita e illimitati.

Non sarà solo un’evanescente illusione? Quando è che rischiare ci fa vivere e quando invece ci rende stupidi ed incoscienti? E cosa vuol dire vivere al 100%?

Queste domande continuano a rovesciarsi nella mia testa. Ci penso qualche secondo e poi concludo: «Il 100% di una luce è quando brilla di più, non quando si consuma più in fretta». Mentre lo dico mi accorgo che questa per me è la verità. Mi accorgo che non sono le emozioni forti a fare la luce più splendente. Il 100% è il sole, non un’esplosione. Il 100% non è l’adrenalina, il 100% è la gioia. Il 100% è dare vita, non distruggerla. Il 100% è il roveto che arde ma non si consuma. Le trasgressioni consumano. Una vita al 100% è un seme da cui nascerà altro.

«Si, però puoi fare il massimo della luce consumandoti al massimo della velocità» ribatte Francesco. È vero. Forse alla fine dipende da ciò che vuoi davvero. Dipende se vuoi l’emozione momentanea, veloce, fugace, quella che alla fine ti svuota come il silenzio dopo un colpo di cannone. Oppure se vuoi sbatterti cercando un equilibrio per spenderti senza annullarti, per bruciare senza consumarti. Dipende se vuoi l’adrenalina o la felicità. Dipende se vuoi essere te stesso scegliendo la tua vita, o evadere vivendo alle costole della morte.

Bevo l’ultimo sorso di cioccolata e poi mi decido a rispondere: «A questo punto vedi tu: io preferisco fare il massimo della luce per il massimo tempo possibile»

 

Dalla Rivista Sulla Via della Pace n° 61, articolo di Daphne Squarzoni
Studentessa in Studi storici e filologico-letterari
rubrica Testimonianze

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